Il calcare

Il  calcare: cos’è?

calcare tubi

Che cosa sia il calcare è cosa nota in particolar modo a chi abita in zone dove l’acqua è particolarmente dura, cioè carica di bicarbonato di calcio, il quale, per azione della temperatura o di shock meccanico o chimico, si trasforma in carbonato di calcio, formando con i propri cristalli incrostazioni dure che aderendo alla superficie dei materiali con cui l’acqua è a contatto creano numerosi problemi. Tra questi c’è la perdita di portata delle tubazioni e di rendimento, tanto nelle macchine per scaldare o raffreddare l’acqua che negli impianti di irrigazione.

Fino ad oggi tali problematiche sono state risolvibili solo a prezzo di un grande dispendio di energia e denaro, attraverso l’uso di prodotti chimici altamente inquinanti e di processi lunghi, laboriosi e costosi.

Da molti anni sono presenti sul mercato sistemi per il trattamento elettrofisico dell’acqua, che cercano di risolvere il problema del calcare senza alterarne le caratteristiche  organolettiche.

Oggi più che mai è sentita l’esigenza di tecnologie che, utilizzando poca energia e nessun prodotto chimico, senza reflui inquinanti e nel pieno rispetto dell’ambiente, dimostrino di risolvere l’annoso problema del calcare.

calcare-varie

Le problematiche appena sopra accennate  si riferiscono alle utenze che utilizzano acqua dura distribuita dai Consorzi o dalle Aziende che si occupano della Captazione, Potabilizzazione, Adduzione e Distribuzione dell’acqua, per le quali l’acqua dura rappresenta la somma di tutti i problemi delle utenze più tutti i problemi che si producono lungo i complessi impianti necessari al ciclo completo dell’Acquedotto.

Di seguito accenniamo soltanto ad alcune problematiche, ben conosciute da chi distribuisce acque dure:

  • Tubazioni in Ferro, Cemento, vedono nel tempo restringere le proprie sezioni per l’accumulo di calcare sulle pareti, non permettendo più il passaggio della quantità di acqua necessaria per le utenze allacciate, costringendo ad interventi di sostituzione delle stesse o al raddoppio delle condotte con elevati costi;
  • Tubazioni in PVC, soggette a continue occlusioni. Il calcare si deposita sulle pareti interne dei tubi ma non vi attecchisce saldamente, alla prima variazione di pressione, colpo di ariete o altro shock, le incrostazioni si distaccano dalle pareti andando ad incunearsi in una curva od in qualsiasi altro punto di restringimento della condotta, formando una occlusione parziale o totale della stessa, costringendo ad interventi lunghi e costosi per individuare il punto di occlusione ed intervenire;
  • Pompe  di sollevamento o di messa in pressione delle condotte che si bloccano per la formazione di incrostazioni di calcare;
  • Notevoli perdite economiche per la mancata contabilizzazione dell’acqua erogata, a causa dei contatori delle utenze incrostati di calcare.

Tecnologie disponibili

Le tecnologie disponibili fino ad oggi per “Addolcire” l’acqua, cioè per ridurre il suo potere incrostante, essenzialmente sono due, e cioè:

  1. Addolcitori con resine a scambio Ionico;
  2. Osmosi inversa.

Tuttavia in acquedottistica queste tecnologie, visto il volume di acqua da trattare ed i conseguenti costi sia di impianto che di gestione, sono praticamente inutilizzabili. Ciò costringe i gestori degli acquedotti a ricercare nuove fonti di approvvigionamento che forniscano acqua con durezza inferiore, cosa non sempre possibile e comunque economicamente onerosa, oppure a convivere con tali problematiche, sostituendo interi tratti di tubazione, pompe, sopportando e facendo sopportare alle utenze frequenti fermi impianti con tutti i disagi ed i costi che ne derivano.